§ 8.7 • QUESTIONE DI VOLONTÀ: LE PERSONE MORTE SPIRITUALMENTE

INDICE

8.7 Personalità ed Essenza
8.7 Persone morte spiritualmente
8.7 Leggi Generali
8.7 La questione del denaro

Uspiénski scrisse:
8.7.1 “La volta seguente Gurdjìeff incominciò la Lezione di nuovo con ‘La questione di Volontà’.”
      
Gurdjìeff disse:
8.7.2.1La questione di Volontà, di propria volontà e di Volontà di un altro Uomo o un’altra Donna, è molto più complicata di quanto sembri al primo sguardo.
8.7.2.2 Un individuo non ha volontà sufficiente per fare, ovverosia, per controllare sé stesso e tutte le sue azioni, salvo che costui o costei ha volontà sufficiente per obbedire a un altro Uomo o un’altra Donna.
8.7.2.3 E solamente in questo modo costui o costei può scampare alla Legge d’Accidentalità.
8.7.2.4 Non c’è altro modo.”
      
8.7.3.1 “Io menzionai in precedenza sul fato e sull’accidentalità nella vita dell’essere umano.
8.7.3.2 Noi ora prenderemo il significato di queste parole più minutamente.
8.7.3.3 Il fato esiste anche, epperò non per tutti.
8.7.3.4 La maggior parte delle genti sono separate dal proprio fato e vive solamente sotto la Legge d’Accidentalità.
8.7.3.5 Il fato è il risultato d’influssi planetarî, che corrispondono al tipo d’individuo.
8.7.3.6 Noi parleremo dei tipi umani in seguito.
8.7.3.7 Nel frattempo voi dovete afferrare una cosa.
8.7.3.8 Un essere umano può avere il fato che corrisponde al suo tipo, sennonché costui o costei praticamente non ce l’ha mai.
8.7.3.9 Ciò insorge perché il fato ha relazione con una parte soltanto dell’individuo, specificamente con la sua Essenza.”
      
8.7.4.1 “Dev’essere ben compreso che l’essere umano consiste di due parti: Essenza e Personalità.
8.7.4.2 L’Essenza nell’essere umano è ciò che è ‘suo proprio’.
8.7.4.3 La Personalità nell’essere umano è ciò che è non suo proprio’.
8.7.4.4 Non suo proprio’ significa: ciò che è sopraggiunto dall’esterno’; ciò che costui o costei ha imparato, oppure che rispecchia’; tutte le tracce d’impressioni esterne lasciate nella memoria e nelle sensazioni’; tutte le parole e i movimenti, che sono stati appresi’; tutti i sentimenti creati per imitazione’; tutto ciò è non suo proprio’, tutto ciò è Personalità.”
      
8.7.5.1 “Dal punto di vista della psicologia ordinaria, la distinzione dell’essere umano in Personalità ed Essenza è difficilmente comprensibile.
8.7.5.2 È più esatto affermare che una tale distinzione non esiste affatto in psicologia.”
      
8.7.6.1 “Un infante non ha Personalità finora.
8.7.6.2 Costui o costei è ciò che lui stesso o lei stessa è veramente.
8.7.6.3 Costui o costei è Essenza.
8.7.6.4 I suoi desiderî, gusti, simpatie, antipatie, esprimono il suo essere così com’è.”
      
8.7.7.1 “Sennonché, non appena la cosiddetta ‘istruzione’ incomincia, la Personalità incomincia a crescere.
8.7.7.2 La Personalità è creata in parte dagl’influssi intenzionali di altre persone, ovverosia dall’‘istruzione’, e in parte dall’imitazione involontaria di costoro da parte del bambino stesso.
8.7.7.3 Nella creazione della Personalità, un ruolo importante è esperito anche dalla ‘resistenza’ alle persone, che lo circondano, e dai tentativi di celare loro qualcosa che è ‘suo proprio’ o ‘reale’.”
      
8.7.8.1 “L’Essenza è la Verità nell’essere umano; la Personalità è la falsità.
8.7.8.2 Sennonché, in proporzione con la crescita della Personalità, l’Essenza si manifesta sempre più raramente e sempre più debolmente e soventissimo accade che l’Essenza si fermi nella sua crescita in tenerissima età e non cresca più oltre.
8.7.8.3 Accade soventissimo che l’Essenza di un individuo adulto, anche quella di un individuo intellettualissimo e, nel senso accettato della parola, individuo altamente ‘istruito’ o ‘colto’, si fermi al livello di un bambino di cinque o sei anni.
8.7.8.4 Ciò significa che tutto ciò che noi vediamo in quest’individuo è in realtà non suo proprio’ o ‘fittizio’ o ‘pseudo’.
8.7.8.5 Ciò che è ‘suo proprio’ nell’individuo, ovverosia la sua Essenza, è di solito manifestato solamente nei suoi istinti e nelle sue emozioni più semplici.
8.7.8.6 Ci sono casi, tuttavia, in cui l’Essenza di un individuo cresce parallelamente alla sua Personalità.
8.7.8.7 Tali casi rappresentano eccezioni rarissime, soprattutto nelle circostanze della vita colta.
8.7.8.8 L’Essenza ha opportunità maggiori di sviluppo negl’individui che vivono più vicini alla Natura, in condizioni difficili di lotta e pericolo costanti.”
      
8.7.9.1 “Sennonché, di norma, la Personalità di tali individui è sviluppata pochissimo.
8.7.9.2 Costoro hanno di più di ciò che è ‘loro proprio’, epperò pochissimo di ciò che è non loro proprio’; ovverosia, costoro mancano di educazione e istruzione, costoro mancano di cultura.
8.7.9.3 La cultura crea la Personalità ed è contemporaneamente il prodotto e il risultato della Personalità.
8.7.9.4 Noi non ci capacitiamo che l’intera nostra vita, tutto ciò che noi chiamiamo civiltà, tutto ciò che chiamiamo scienza, filosofia, arte e politica, è creato dalla Personalità delle persone, ovverosia, da ciò che è non loro proprio’ in costoro.”
      
8.7.10 “L’elemento, che è non suo proprio’, differisce da ciò che è ‘suo proprio’ dell’individuo per il fatto che tale elemento può essere perso, alterato o asportato con mezzi artificiali.”
      
8.7.11.1 “Esiste la possibilità di verificazione sperimentale del nesso tra Personalità ed Essenza.
8.7.11.2 Nelle scuole orientali i modi e i mezzi sono noti, con l’aiuto dei quali è possibile separare la Personalità dell’individuo dalla sua Essenza.
8.7.11.3 Per tale intento costoro talvolta usano l’ipnosi, talaltre narcotici speciali, talaltre ancora certi generi di esercizî.
8.7.11.4 Se la Personalità e l’Essenza sono, per un certo tempo, separate in un individuo da uno o un altro di tali mezzi, due esseri — per così dire — sono formati in costui o costei, che parlano con voci differenti, hanno gusti, scopi e interessi completamente differenti; e uno di questi due esseri si dimostra sovente al livello di un bimbo.
8.7.11.5 Continuando l’esperimento ulteriormente è possibile mettere uno di tali esseri a dormire, oppure l’esperimento può incominciare mettendo a dormire o la Personalità o l’Essenza.
8.7.11.6 Certi narcotici hanno la proprietà di addormentare la Personalità, senza influire sull’Essenza.
8.7.11.7 E per un certo tempo, dopo aver preso tale narcotico, la Personalità di un individuo scompare, per così dire, e solamente la sua Essenza resta.
8.7.11.8 E accade che un individuo, stracolmo delle idee più varie ed esaltate, stracolmo di: simpatie e antipatie, amore, odio, attaccamenti, patriottismo, abitudini, gusti, desiderî, convinzioni, improvvisamente si dimostri vuoto completamente: senza pensieri, senza sentimenti, senza convinzioni, senza opinioni.
8.7.11.9 Tutto ciò che l’ha agitato o agitata prima, ora lo o la lascia completamente indifferente.
8.7.11.10 Talvolta costui o costei vede l’artificialità e il carattere immaginario dei suoi soliti umori o delle sue parole altisonanti, talaltre semplicemente li dimentica come se non fossero mai esistiti.
8.7.11.11 Le cose, per cui costui era pronto o costei era pronta a sacrificare la propria vita, ora gli o le appaiono ridicole, insignificanti e non degne della sua attenzione.
8.7.11.12 Tutto ciò che costui o costei può trovare in sé stesso o stessa è un numero esiguo d’inclinazioni istintive e di gusti istintivi.
8.7.11.13 A costui o costei piacciono i dolci; gli o le piace il caldo; non gli o non le piace il freddo; non gli o non le piace il pensiero del lavoro o, al contrario, gli o le piace l’idea del movimento fisico.
8.7.11.14 E quello è tutto.”
      
8.7.12 “Talvolta, benché rarissimamente, e talaltre allorquando è meno previsto, l’Essenza si dimostra pienamente cresciuta e completamente sviluppata in un individuo, addirittura nei casi di Personalità sottosviluppata; e, in tal caso, l’Essenza unisce insieme tutto ciò che è serio e reale in un Uomo o Donna.”
      
8.7.13.1 “Sennonché ciò accade rarissimamente.
8.7.13.2 Di norma l’Essenza di un individuo è o primitiva, selvaggia e infantile, o altrimenti semplicemente stupida.
8.7.13.3 Lo sviluppo dell’Essenza dipende dal+l’Opera su di sé.” *
* nel+l’OPERA DIVINA. (Nota della Guida Specchiata — N. d. G. S.)
      
8.7.14.1 “Un momento importantissimo nell’opera su di sé è allorquando un uomo o una donna incomincia a distinguere tra la sua Personalità e la sua Essenza.
8.7.14.2 L’‘IO’ reale di un Uomo o una Donna, la sua Individualità, può crescere solamente dalla sua Essenza.
8.7.14.3 Si può dire che l’Individualità di un Uomo o una Donna è la sua Essenza, cresciuta, matura.
8.7.14.4 Sennonché, per volgere l’Essenza a crescere, è innanzitutto necessario indebolire la pressione costante della Personalità sull’Essenza, poiché gli ostacoli alla crescita dell’Essenza sono contenuti nella Personalità.”
      
8.7.15.1 “Se noi prendiamo un uomo o una donna di cultura media, noi vedremo che nella stragrande maggioranza dei casi la sua Personalità è l’elemento attivo in costui o costei, mentre la sua Essenza ne è l’elemento passivo.
8.7.15.2 La Crescita Intima di un uomo o una donna non può incominciare fintantoché tale ordine di cose rimane invariato.
8.7.15.3 La Personalità deve addivenire passiva e l’Essenza deve addivenire attiva.
8.7.15.4 Ciò può accadere soltanto se i ‘repulsori’ sono rimossi o indeboliti, perché i ‘repulsori’ sono l’arma primaria col cui aiuto la Personalità trattiene l’Essenza in soggezione.”
      
8.7.16.1 “Com’è stato detto prima, nel caso di persone meno colte l’Essenza è sovente altamente più sviluppata di quanto lo sia nell’uomo colto o nella donna colta.
8.7.16.2 Sembrerebbe che costoro debbano essere più vicini alla possibilità di crescita, sennonché in realtà non è così perché la loro Personalità si dimostra sviluppata insufficientemente.
8.7.16.3 Per la Crescita Intima, per operare su di sé, un certo sviluppo della Personalità come pure una certa forza dell’Essenza sono necessarî.
8.7.16.4 La Personalità consiste di ‘microsolchi’ e da ‘repulsori’ risultanti da una certa attività dei cinque Centri.
8.7.16.5 Una Personalità sviluppata insufficientemente significa una carenza di ‘microsolchi’, ovverosia, una carenza di conoscenza, una carenza d’informazioni, una carenza del materiale su cui l’opera su di sé dev’essere basata.
8.7.16.6 Senza un po’ d’abbondanza di conoscenza, senza una certa quantità di materiale non suo proprio’, un individuo non può incominciare a operare su di sé; costui o costei non può incominciare a studiarsi, costui o costei non può incominciare a lottare contro le sue abitudini meccaniche, semplicemente perché non ci sarà ragione o motivo per intraprendere tale opera.”
      
8.7.17.1 “Ciò non significa che tutte le vie gli o le siano precluse.
8.7.17.2 La via del fachiro e la via monastica, che non richiedono alcun sviluppo intellettuale, gli o le rimangono aperte.
8.7.17.3 Sennonché i metodi e i mezzi, che sono possibili per un uomo o una donna d’intelletto sviluppato, gli o le sono impossibili.
8.7.17.4 Perciò, l’Evoluzione è ugualmente difficile per l’uomo colto o la donna colta oppure per l’uomo incolto o la donna incolta.
8.7.17.5 L’uomo colto o la donna colta vive lontano dalla Natura, lontano dalle condizioni naturali di esistenza, in condizioni artificiali di vita, sviluppando la sua Personalità a spese della sua Essenza.
8.7.17.6 L’uomo meno colto o la donna meno colta, vivendo in condizioni più normali e più naturali, sviluppa la sua Essenza a spese della sua Personalità.
8.7.17.7 Un incominciamento coronato da successo del+l’opera su di sé richiede la circostanza felice di uno sviluppo equo della Personalità e dell’Essenza.
8.7.17.8 Una tale circostanza darà la massima garanzia di successo.
8.7.17.9 Se l’Essenza è sviluppata pochissimo, un lungo periodo preparatorio per l’opera è richiesto; e tale opera sarà completamente infruttuosa, se l’Essenza di un individuo è marcia dentro, oppure se essa sviluppa taluni difetti irreparabili.
8.7.17.10 Condizioni di tal genere accadono — nel vero senso della parola — sovente.
8.7.17.11 Uno sviluppo anormale della Personalità arresta soventissimo lo sviluppo dell’Essenza in una fase talmente precoce che l’Essenza diventa una cosa piccola e deforme.
8.7.17.12 Da una cosa piccola e deforme nient’altro può ottenersi.”
      
8.7.18.1 “Inoltre, accade — nel vero senso della parola — sovente che l’Essenza muoia spiritualmente in un uomo o una donna, mentre la sua Personalità e il suo corpo stanno ancora vivendo.
8.7.18.2 Una percentuale considerevole di persone, che noi incontriamo nelle strade di una grande città, sono persone che sono vuote dentro: ovverosia, costoro sono già morti spiritualmente.
      
8.7.19.1 “È una fortuna per noi che non lo vediamo e non lo sappiamo.
8.7.19.2 Se noi sapessimo che una moltitudine di genti sono effettivamente morte spiritualmente e che parecchie di queste persone morte spiritualmente governa le nostre vite, noi dovremmo impazzirne per l’orrore.
8.7.19.3 E davvero le persone sovente impazziscono perché costoro vanno in cerca di qualcosa di tale natura, senza una preparazione appropriata: ovverosia, costoro vedono qualcosa che a loro stessi non è consentito vedere.
8.7.19.4 Per vedere senza pericoli si dev’essere nella Via.
8.7.19.5 Se un uomo o una donna, che non può ‘fare’ niente, vede la Verità, costui o costei certamente impazzirà.
8.7.19.6 Solamente che ciò accade raramente.
8.7.19.7 Di solito tutto è organizzato in modo tale che un uomo o una donna non possa vedere niente prematuramente.
8.7.19.8 La Personalità vede soltanto ciò che le piace vedere e ciò che non interferisce con la sua vita.
8.7.19.9 La Personalità non vede mai ciò che non le piace.
8.7.19.10 Ciò è sia un bene che un male contemporaneamente.
8.7.19.11 È un bene, se un uomo o una donna vuole dormire; è un male, se costui o costei vuole Svegliarsi.”
      
Qualcheduno dei presenti gli chiese:
8.7.20.1Se l’Essenza è soggetta all’influsso del fato, significa che — comparato con l’accidentalità — il fato è sempre favorevole a un uomo o una donna?
8.7.20.2 E il fato può apportare un individuo al+l’Opera?” *
* su di sé nel+l’OPERA DIVINA. (N. d. G. S.)
      
Gurdjìeff gli rispose:
8.7.21.1 “No, non significa nient’affatto questo.
8.7.21.2 Il fato è meglio dell’accidentalità solamente nel senso che: è possibile tenerne conto, è possibile conoscerlo in anticipo, è possibile prepararsi per ciò che è in avvenire.
8.7.21.3 Per quanto riguarda l’accidentalità, non si può saperne niente.
8.7.21.4 Sennonché il fato può essere anche spiacevole o difficile.
8.7.21.5 In tale evenienza, tuttavia, ci sono mezzi per isolarsi dal proprio fato.
8.7.21.6 Il primo passo verso ciò consiste nello sfuggire dalle Leggi Generali.
8.7.21.7 Proprio come c’è un’accidentalità individuale, così c’è un’accidentalità generale o collettiva.
8.7.21.8 E similmente, come c’è un fato individuale, così c’è un fato generale o collettivo.
8.7.21.9 L’accidentalità collettiva e il fato collettivo sono governati dalle Leggi Generali.
8.7.21.10 Se un uomo o una donna desidera crearsi l’Individualità sua, costui o costei deve dapprima liberarsi dalle Leggi Generali.
8.7.21.11 Le Leggi Generali sono in nessun modo tutte obbligatorie per l’uomo o la donna; costui o costei può liberarsene da molte, se costui o costei si libera dai ‘repulsori’ e dall’immaginazione.
8.7.21.12 Tutto ciò è connesso con la Liberazione dalla Personalità.
8.7.21.13 La Personalità si nutre d’immaginazione e di falsità.
8.7.21.14 Se la falsità, in cui l’uomo o la donna vive, è decresciuta e l’immaginazione è decresciuta, la Personalità prestissimo s’indebolisce e un uomo o una donna incomincia a essere controllato o dal fato o da una linea d’Opera *, che a sua volta è controllata dalla Volontà di un altro Uomo o di un’altra Donna; ciò lo o la condurrà fintantoché una Volontà sua propria si sarà formata, capace di resistere sia all’accidentalità sia, allorquando è necessario, al fato.”
* nel+l’OPERA DIVINA. (N. d. G. S.)

      

Uspiénski scrisse:
8.7.22.1 “Le Lezioni date abbracciano un periodo di alcuni mesi.
8.7.22.2 È logico che non sia possibile ristabilire le Lezioni nel loro ordine esatto perché soventissimo Gurdjìeff trattava brevemente venti argomenti differenti in una serata.
8.7.22.3 Molto era ripetuto, molto dipendeva dalle domande poste dai presenti, molte idee erano connesse così strettamente che esse potevano essere separate solamente artificialmente.”
      
8.7.23.1 “Allora *, certi tipi definiti di persone avevano già incominciato a mostrare un atteggiamento negativo verso la nostra Opera. **
* estate del 1916 ** su di sé nel+L’OPERA DIVINA. (N. d. G. S.)
8.7.23.2 A prescindere dall’assenza d’‘Amore’, molte persone erano indignatissime per la richiesta di pagamento, di denaro.
8.7.23.3 A questo proposito fu molto caratteristico che costoro, che erano indignatissimi, non erano coloro che potevano pagare solamente con difficoltà, ma persone con mezzi: per le quali la somma richiesta era una mera sciocchezza.”
      
8.7.24.1 “Coloro che non potevano pagare o chi poteva pagare pochissimo comprendevano sempre che loro stessi non potevano contare sul fatto di ottenere qualcosa per niente, e che l’Opera di Gurdjìeff, i suoi viaggi a Pietroburgo * e il tempo che lui e altri dedicavano all’Opera ** costavano denaro.
* Il 1° settembre 1914, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, il governo imperiale ribattezzò la città Pietrogrado, significandola ‘Città di Pietro’, per rimuovere le parole tedesche Sankt e Burg. Il 26 gennaio 1924, cinque giorni dopo la morte di Lenin, Pietrogrado fu rinominata Leningrado. Il 12 giugno 1991, contemporaneamente alle prime elezioni presidenziali russe, le autorità cittadine organizzarono le elezioni del sindaco e un referendum sul nome della città, allorquando il nome ritornò San Pietroburgo. (N. d. G. S.)
** su di sé nel+L’OPERA DIVINA. (N. d. G. S.)
8.7.24.2 Solamente coloro che avevano denaro non lo capivano e non volevano capirlo.”
      
Costoro gli dissero:
8.7.25.1 “Ciò significa che noi dobbiamo pagare per entrare nel Regno dei Cieli?
8.7.25.2 Le persone non pagano, né denaro è richiesto per tali cose.
8.7.25.3 Cristo disse ai suoi apostoli:
                “Non prendete né borsellino né bisaccia!”,
                e voi volete mille rubli!
8.7.25.4 Se ne potrebbe fare un ottimo affare.
8.7.25.5 Supponete che voi abbiate cento membri.
8.7.25.6 Ciò ne farebbe a questo punto centomila; e se ce ne fossero duecento, trecento?
8.7.25.7 Trecentomila all’anno è denaro ottimo.”
      
Uspiénski scrisse:
8.7.26Gurdjìeff sorrideva sempre quando io gli raccontavo discorsi come questo.”
      
Gurdjìeff disse:
8.7.27.1 “Non prendete né borsellino né bisaccia!
8.7.27.2 E non c’è nemmeno l’abbisogna di prendere un biglietto ferroviario?
8.7.27.3 L’albergo pagato?
8.7.27.4 Voi vedete quanta falsità e ipocrisia ci sia qui.
8.7.27.5 No, anche se noi non abbisognassimo di denaro affatto, sarebbe tuttora necessario mantenere questo pagamento.
8.7.27.6 Ciò ci sbarazza subito da molte persone inutili.
8.7.27.7 Niente smaschera le persone tanto quanto il loro atteggiamento verso il denaro.
8.7.27.8 Costoro sono pronti a sprecare tutto quello che vi pare per le loro fantasie personali, cosicché costoro non hanno alcuna valutazione del lavoro di un’altra persona.
8.7.27.9 Io devo lavorare per costoro e dare loro gratis tutto ciò che costoro si permettono di prendere da me.
8.7.27.10 «Com’è possibile commerciare in conoscenza
8.7.27.11 «Questa dovrebbe essere libera!»
8.7.27.12 È precisamente per questa ragione che la richiesta di questo pagamento è necessaria.
8.7.27.13 Talune persone non supereranno mai questa barriera.
8.7.27.14 E se costoro non la superano, ciò significa che costoro non ne passeranno mai un’altra.
8.7.27.15 Inoltre, ci sono altre considerazioni.
      
Uspiénski scrisse:
8.7.28.1 “Le altre considerazioni furono semplicissime.
8.7.28.2 Molte persone veramente non potevano pagare.
8.7.28.3 E benché in linea di principio Gurdjìeff ponesse la questione rigorosissimamente, in pratica lui non rifiutò nessuno col pretesto che costoro non avevano denaro.
8.7.28.4 E fu scoperto in seguito che lui addirittura provvide al sostentamento di molti dei suoi allievi.
8.7.28.5 Le persone, che pagarono mille rubli, non pagarono solamente per sé stesse, epperò anche per altre.”

      

Fine dell’Ottavo Capitolo

      

Rènnas del Castèl • Croix Cathare • Guida Specchiata
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versione gennaio 2020
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a cura di:
Ugo Aryaman Tendi (Guida Specchiata)
per SèiRìoSòl — Scuola di Quarta Via
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