§ 8.6 • LE QUALITÀ INTIME

INDICE

18.6 L’idea di verità e falsità
18.6 La lotta contro i ‘repulsori’ personali e contro la menzogna
18.6 Metodi d’Opera di Scuola
18.6 Subordinazione
18.6 Convinzione della propria nullità

Gurdjìeff disse:
18.6.1.1 “Com’è stato spiegato prima, ci sono molte Qualità — che uomini e donne attribuiscono a sé stessi — che in realtà possono appartenere soltanto a Coloro con un grado superiore di Sviluppo e con un grado superiore di Evoluzione, rispetto a uomini e donne: numero uno, numero due e numero tre.
18.6.1.2 Individualità, un ‘IO’ Singolo e Permanente, Coscienza, Volontà, Capacità di Fare, uno Stato d’Animo di Libertà Intima, tutte queste sono Qualità che l’uomo o la donna ordinarî non possiede.
18.6.1.3 Alla stessa categoria appartiene l’idea del bene e del male, la cui esistenza stessa è connessa con uno Scopo Permanente, con una Direzione Permanente e con un Centro di Gravità Permanente.”
      
18.6.2.1L’idea del bene e del male è talvolta connessa con l’idea di verità e di menzogna.
18.6.2.2 Sennonché, proprio come il bene e il male non esistono per l’uomo o la donna ordinarî, né verità né menzogna esistono.”
      
18.6.3.1 “La Verità Permanente e la Falsità Permanente possono esistere soltanto per un Uomo o una Donna Permanenti.
18.6.3.2 Se l’uomo stesso o la donna stessa cambia continuamente, allora per costui o costei anche la verità e la menzogna cambieranno continuamente.
18.6.3.3 E se uomini e donne sono tutti in stati d’animo differenti in ogni dato istante, le loro concezioni della verità devono essere tanto mutevoli quanto le loro concezioni del bene.
18.6.3.4 Un uomo o una donna non nota mai come lui stesso o lei stessa incomincia a reputare vero ciò che ieri lui stesso o lei stessa considerava così falso e viceversa.
18.6.3.5 Costui o costei non nota queste transizioni proprio come lui stesso o lei stessa non nota le transizioni dei proprî io da uno all’altro.”
      
18.6.4.1 “Nella vita di un uomo o una donna ordinarî la verità e la menzogna non hanno nessun valore morale di nessun genere, perché un uomo o una donna non può mai attenersi a un’unica verità.
18.6.4.2 La sua verità cambia.
18.6.4.3 Se per un certo periodo di tempo essa stessa non cambia, ciò è semplicemente perché essa stessa è trattenuta dai ‘repulsori’ personali.
18.6.4.4 E un uomo o una donna non può mai dire la verità.
18.6.4.5 Talvolta ‘esso dice’ la verità, talaltra ‘esso dice’ una bugia.
18.6.4.6 Conseguentemente, la sua verità e la sua falsità non hanno nessun valore; nessuna delle due dipende da costui o costei, entrambe dipendono dall’accidentalità, dal caso, dalle circostanze.
18.6.4.7 E ciò è altrettanto vero allorquando lo si applica alle parole di un uomo o una donna, ai suoi pensieri, ai suoi sentimenti e alle sue concezioni della verità e della menzogna.”
      
18.6.5 “Per comprendere l’interrelazione tra la verità e la menzogna nella vita, un uomo o una donna deve comprendere la menzogna in lui stesso o lei stessa, le menzogne continue e ​​incessanti che costui o costei si dice.”
      
18.6.6.1 “Queste menzogne sono create da ‘repulsori’ personali.
18.6.6.2 Al fine di distruggere le menzogne in sé stesso, come pure le menzogne raccontate inconsciamente agli altri, i ‘repulsori’ personali devono essere distrutti.
18.6.6.3 Sennonché dappoi un uomo o una donna non può vivere senza ‘repulsori’ personali.
18.6.6.4 I ‘repulsori’ personali controllano automaticamente: azioni, parole, pensieri e sentimenti di un uomo o una donna.
18.6.6.5 Se i ‘repulsori’ personali dovessero essere distrutti, tutti i controlli sparirebbero.
18.6.6.6 Un uomo o una donna non può esistere senza controllo, anche se esso stesso è solamente un controllo automatico.
18.6.6.7 Solamente un Uomo o una Donnache possiede la Volontà, ovverosia, il Controllo Conscio — può vivere senza ‘repulsori’ personali.
18.6.6.8 Conseguentemente, se un uomo o una donna incomincia a distruggere i ‘repulsori’ personali dentro di , costui o costei deve contemporaneamente sviluppare una Volontà.
18.6.6.9 E come la Volontà non può essere creata per ordine in un breve lasso di tempo, così un uomo o una donna può essere lasciato coi ‘repulsori’ personali demoliti e con una volontà che non è ancora sufficientemente rafforzata.
18.6.6.10 L’unica possibilità, che costui o costei ha durante questo periodo, è di essere controllato da un’altra Volontà, che è già stata rafforzata.”
      
18.6.7.1 “Questo è il motivo per cui nell’Opera di Scuola, che include la distruzione dei ‘repulsori’ personali, un uomo dev’essere pronto o una donna dev’essere pronta a obbedire alla Volontà di un altro Uomo o un’altra Donna fintantoché la sua volontà non è ancora sviluppata completamente.
18.6.7.2 Di solito questa subordinazione alla Volontà di un altro Uomo o un’altra Donna è studiata prima di qualunque altra cosa.
18.6.7.3 Uso la parola ‘studiata’ perché un uomo o una donna deve comprendere perché tale obbedienza è necessaria e costui o costei deve imparare a obbedire.
18.6.7.4 Quest’ultimo apprendimento non è affatto facile.
18.6.7.5 Colui o colei, che incomincia l’Opera di Studio di Sé o Auto-Studio con l’obiettivo di conseguire il Controllo di Sé, è abituato o abituata a credere nelle proprie decisioni.
18.6.7.6 Addirittura il fatto stesso, che costui o costei abbia visto la necessità di mutazione di sé stesso, dimostra che le sue decisioni sono corrette e rafforza la sua fiducia in esse.
18.6.7.7 Sennonché, allorquando costui o costei incomincia a operare su di sé, costui o costei deve rinunciare alle proprie decisioni, ‘sacrificare le proprie decisioni’, perché altrimenti la Volontà dell’Uomo o della Donna — che dirige la sua operanon sarà capace di controllare le sue azioni.”
      
18.6.8.1 “Nelle Scuole della Via Religiosa l’‘obbedienza’ è richiesta prima di qualunque altra cosa: ovverosia, sottomissione piena e incondizionata, sebbene senza comprensione.
18.6.8.2 Le Scuole di Quarta Via richiedono la comprensione prima di qualunque altra cosa.
18.6.8.3 I risultati degli sforzi sono sempre proporzionali alla comprensione.
      
18.6.9.1La rinuncia alle proprie decisioni, la subordinazione alla Volontà di un Altro, può presentare difficoltà insuperabili a un uomo o una donna, se costui o costei non riuscisse a persuadersi in anticipo che in realtà lui stesso o lei stessa né sacrifica né cambia nulla nella sua vita, che per tutta la sua vita lui stesso è stato soggetto o lei stessa è stata soggetta a qualche volontà estranea e che non ha mai preso nessuna decisione da sé stesso.
18.6.9.2 Sennonché costui non ne è conscio o costei non ne è conscia!
18.6.9.3 Costui o costei reputa che lui stesso o lei stessa abbia il diritto alla libera scelta.
18.6.9.4 È difficile per costui o costei rinunciare all’illusione che lui stesso o lei stessa dirige e organizza la propria vita da sé.
18.6.9.5 Sennonché nessun’Opera su di Sé è possibile fintantoché un uomo non è libero o una donna non è libera da questa illusione.”
      
18.6.10Costui o costei deve persuadersi che lui stesso o lei stessa non esiste; costui o costei deve persuadersi che lui stesso o lei stessa non può perdere niente perché lui stesso o lei stessa non ha niente da perdere; costui o costei deve persuadersi della propria ‘nullità’ nel pieno senso del termine.”
      
18.6.11.1 “Solamente questa coscienza della propria nullità può vincere la paura della subordinazione alla Volontà di un altro.
18.6.11.2 Per quanto strano possa sembrare, questa paura è in realtà uno degli ostacoli più impegnativi nel cammino di un uomo o di una donna.
18.6.11.3 Un uomo è impaurito che gli, o una donna è impaurita che le, siano fatte fare cose che siano opposte ai suoi: principî, opinioni e idee.
18.6.11.4 Per di più, questa paura crea immediatamente in costui o costei l’illusione che lui stesso o lei stessa abbia davvero principî, opinioni e convinzioni, che — in realtàlui stesso o lei stessa non ha mai avuto e non avrebbe mai potuto avere.
18.6.11.5 Un uomo o una donna, che non ha mai nella sua vita pensato alla moralità, improvvisamente incomincia a temere di essere costretto o costretta a fare qualcosa d’immorale.
18.6.11.6 Un uomo o una donna, che non ha mai pensato alla propria salute e che ha fatto tutto il possibile per rovinarsela, incomincia a temere che gli o le sarà fatto fare qualcosa che gli o le nuocerà.
18.6.11.7 Un uomo o una donna, che ha mentito a tutti, ovunque, per tutta la sua vita nel modo più sfrontato, incomincia improvvisamente a temere che gli o le saranno fatte dire menzogne; e così via, senza fine.
18.6.11.8 Io conoscevo un ubriacone, che temeva più di ogni altra cosa che lo avrebbero fatto bere!”
      
18.6.12.1La paura di essere subordinati alla Volontà di un altro Uomo o un’altra Donna soventissimo si dimostra molto più forte di qualunque altra cosa.
18.6.12.2 Un uomo o una donna non si persuade che la subordinazione, cui lui stesso o lei stessa acconsente consciamente, è l’unico modo per acquisire una Volontà proprio sua.”

      

Rènnas del Castèl • Croix Cathare • Guida Specchiata
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versione gennaio 2020
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a cura di:
Ugo Aryaman Tendi (Guida Specchiata)
per SèiRìoSòl — Scuola di Quarta Via
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