§ 8.4 • LIBERTÀ DALL’IDENTIFICAZIONE: ‘CONSIDERARE’ LE PERSONE

INDICE

18.4 ‘Considerare’ le persone
18.4 ‘Considerazione interna’ e ‘Considerazione Esterna’

Continuando a conversare sulla ‘Libertà dall’identificazione’, Gurdjìeff disse:
8.4.1 “Dopo le forme generali d’identificazione, la nostra attenzione dev’essere prestata a una forma particolare d’identificazione, specificamente l’identificazione con le persone, che assume la forma di ‘considerar’-le.”
      
8.4.2 “Ci sono svariati generi differenti di ‘considerazione’.”
      
8.4.3.1 “Nelle occasioni più prevalenti un uomo è identificato, o una donna è identificata, con ciò che gli altri pensano di lui stesso o lei stessa, come costoro lo o la trattano, quale atteggiamento costoro mostrano nei suoi confronti.
8.4.3.2 Costui o costei pensa sempre che le persone non lo o la apprezzino abbastanza, che non siano sufficientemente educate e cortesi.
8.4.3.3 Tutto ciò lo o la tormenta, lo o la fa pensare e sospettare e gli o le fa perdere una quantità enorme di energia sulle congetture, sulle supposizioni; tutto ciò sviluppa in costui o costei un atteggiamento diffidente e ostile verso le persone.
8.4.3.4 Come qualcuno lo ha guardato, o l’ha guardata, che cosa qualcuno ha pensato di lui o lei, che cosa qualcuno ha detto di lui o lei: tutto ciò acquisisce per costui o costei un significato immenso.
      
8.4.4.1 “E costui o costei ‘considera’ non solamente persone individuali, epperò società e condizioni storicamente costituite.
8.4.4.2 Tutto quello che dispiace a un tale uomo gli, o una tale donna le, sembra che sia: ingiusto, illegale, sbagliato e illogico.
8.4.4.3 E il punto di partenza per il suo giudizio è sempre che queste cose possono e devono essere cambiate.
8.4.4.4 ‘Ingiustizia’ è una delle parole in cui soventissimo la ‘considerazione’ si cela.
8.4.4.5 Allorquando un uomo s’è convinto che lui stesso è indignato, o una donna s’è convinta d’essere indignata, per qualche ingiustizia, allora per costui o costei cessare la considerazione significherebbe ‘riconciliarsi con l’ingiustizia’.”
      
8.4.5.1 “Ci sono persone che sono capaci di considerare non solamente l’ingiustizia o l’incapacità degli altri di valutarle abbastanza, epperò che sono capaci di considerare, per esempio, il clima.
8.4.5.2 Ciò sembra ridicolo, ma è un dato di fatto.
8.4.5.3 Le persone sono capaci di considerare: il clima, il caldo, il freddo, la neve, la pioggia; costoro possono essere irritati o irritate dal tempo atmosferico, essere indignati o indignate e arrabbiati o arrabbiate nei suoi confronti.
8.4.5.4 Un uomo o una donna può prendere tutto in tale modo personale, come se tutto nel mondo fosse stato organizzato appositamente per dargli o darle piacere, oppure al contrario causargli o causarle inconvenienti o sgradevolezze.”
      
8.4.6.1 “Tutto ciò e molto altro è semplicemente una forma d’identificazione.
8.4.6.2 Tale considerazione è interamente basata sulle ‘esigenze’.
8.4.6.3 Un uomo o una donna nel proprio intimo ‘esige’ o ‘ri-chiede’ che tutti dovrebbero vedere che uomo notevole lui è, o che donna notevole lei è, e che costoro dovrebbero costantemente dargli o darle espressione del loro rispetto, stima e ammirazione, per: il suo intelletto, la sua bellezza, la sua intelligenza, il suo ingegno, la sua presenza di spirito, la sua originalità e tutte le altre sue qualità.
8.4.6.4 Le esigenze a loro volta sono basate su un’idea completamente fantastica di sé stessi, come accade soventissimo con persone di apparenza modestissima.
8.4.6.5 Varî scrittori, attori, musicisti, artisti e politici, per esempio, sono quasi senza eccezione gente malata.
8.4.6.6 E di che cosa soffrono costoro?
8.4.6.7 Innanzitutto, di un’opinione straordinaria di sé stessi, dappoi di esigenze, eppoi di considerazione, ovverosia, essere pronti e preparati in anticipo per offendersi per mancanza di comprensione e mancanza di apprezzamento.
      
8.4.7.1 “C’è ancora un’altra forma di considerazione, che può sottrarre una grande quantità d’energia da un uomo o una donna.
8.4.7.2 Questa forma inizia con un uomo o una donna che incomincia a pensare che lui stesso o lei stessa non sta considerando un’altra persona abbastanza, che quest’altra persona è offesa con costui o costei per non averlo considerato o non averla considerata sufficientemente.
8.4.7.3 E costui o costei incomincia a pensare a sé stesso, o costei incomincia a pensare a sé stessa, che forse lui stesso o lei stessa non pensa abbastanza a quest’altro o altra, che non gli o le presta abbastanza attenzione, che non gli o le dà abbastanza precedenza.
8.4.7.4 Tutto ciò è semplicemente debolezza.
8.4.7.5 Le persone hanno paura l’una dell’altra.
8.4.7.6 Epperò ciò può apportare molto lontano.
8.4.7.7 Io ne ho visti molti di tali casi.
8.4.7.8 In tal modo un uomo o una donna può alla fine perdere il proprio equilibrio, se mai lui stesso o lei stessa ne avesse, e incominciare a compiere azioni del tutto insensate.
8.4.7.9 Costui si arrabbia con sé stesso, o costei si arrabbia con sé stessa, e sente che ciò è stupido, e lui stesso o lei stessa non può fermarsi, mentre in tali casi tutto il significato è proprio non considerare’.”
      
8.4.8.1 “È lo stesso caso, epperò forse peggiore, allorquando un uomo o una donna considera che, a suo parere, lui stesso o lei stessa ‘dovrebbe’ fare qualcosa allorquando, veramente, costui o costei non dovrebbe farlo affatto.
8.4.8.2 ‘Dovrebbe’ e non dovrebbe’ è anche un argomento difficile, ovverosia difficile da capire allorquando un uomo o una donna veramente ‘dovrebbe’ e allorquando costui o costei non dovrebbe’.
8.4.8.3 Ciò può essere affrontato solamente dal punto di vista di ‘Scopo’.
8.4.8.4 Allorquando un uomo o una donna ha uno Scopo, costui o costei ‘dovrebbe’ fare solamente ciò che conduce al suo Scopo e non dovrebbe’ fare niente che gli o le impedisca di andare verso il suo Scopo.”
      
8.4.9.1 “Come io ho già detto, le persone pensano soventissimo che, se costoro incominciano a lottare contro la considerazione in sé stessi, ciò li renderà ‘insinceri’, o le renderà ‘insincere’, costoro ne hanno paura perché costoro pensano che in questo caso loro stessi o loro stesse staranno perdendo qualcosa, perdendo una parte di sé stessi o sé stesse.
8.4.9.2 In questo caso la stessa cosa ha luogo come nei tentativi di lottare contro l’espressione esteriore di emozioni spiacevoli.
8.4.9.3 L’unica differenza è che in un caso un uomo o una donna lotta contro l’espressione esteriore delle emozioni e nell’altro caso contro la manifestazione interiore forse delle stesse emozioni.”
      
8.4.10.1 “Questa paura di perdere la sincerità è indubbiamente autoinganno, una di quelle frasi consuetudinarie di menzogna su cui le debolezze umane si basano.
8.4.10.2 L’uomo o la donna non può fare a meno dell’identificazione e della considerazione interna e costui o costei non può fare a meno dell’espressione delle sue emozioni spiacevoli, semplicemente perché costui o costei è debole.
8.4.10.3 Identificazione, considerazione, l’espressione di emozioni spiacevoli, sono manifestazioni della sua debolezza, della sua impotenza, della sua incapacità di controllarsi.
8.4.10.4 Sennonché, non desiderando riconoscersi questa debolezza, costui o costei la chiama ‘sincerità’ od ‘onestà’ e si dice che lui stesso o lei stessa non vuole lottare contro la sincerità, mentre in realtà costui o costei è incapace di lottare contro le sue debolezze.”
      
8.4.11.1Sincerità e Onestà sono in realtà qualcosa di completamente differente.
8.4.11.2 Ciò che un uomo o una donna chiama ‘sincerità’ in tal caso è, in realtà, semplicemente essere contrario a contenersi.
8.4.11.3 E laggiù in profondità, dentro di lui stesso o lei stessa, un uomo o una donna ne è consapevole.
8.4.11.4 Sennonché costui o costei si mente allorquando costui o costei dice che lui stesso o lei stessa non vuole perdere la sincerità.”
      
8.4.12.1 “Finora io ho parlato di considerazione interna.
8.4.12.2 Sarebbe possibile apportare in evidenza molti altri esempî.
8.4.12.3 Sennonché voi dovete farvelo da soli; ovverosia, voi dovete cercare questi esempî nelle vostre osservazioni su voi stessi e sugli altri.
      
8.4.13.1 “Il contrario della considerazione interna, e ciò che è in parte un mezzo per combatterla, è la Considerazione Esterna.
8.4.13.2 La Considerazione Esterna è basata su una relazione completamente differente verso le persone rispetto alla considerazione interna.
8.4.13.3 La Considerazione Esterna è l’adattamento alle persone, alla loro comprensione, alle loro esigenze.
8.4.13.4 Considerando Esternamente un uomo o una donna fa ciò che rende la vita facile agli altri e a sé stesso o a sé stessa.
8.4.13.5 La Considerazione Esterna richiede la Conoscenza degli umani, la comprensione dei loro: gusti, abitudini e pregiudizî.
8.4.13.6 Contemporaneamente, la Considerazione Esterna richiede un grande Potere su di Sé, un grande Controllo su di Sé.
8.4.13.7 Soventissimo un uomo o una donna desidera sinceramente esprimere o, in un modo o nell’altro, mostrare a un altro un uomo o a un’altra una donna ciò che costui o costei pensa veramente di lui o lei o prova per lui o lei.
8.4.13.8 E se costui è un uomo debole, o se costei è una donna debole, costui o costei indubbiamente darà la precedenza a questo desiderio e in seguito si giustificherà e dirà che lui stesso o lei stessa non voleva mentire, non voleva fingere, che lui stesso o lei stessa voleva essere sincero.
8.4.13.9 Allora, costui o costei si convince che fu colpa dell’altro uomo o dell’altra donna.
8.4.13.10 Costui o costei voleva davvero considerarlo o considerarla, addirittura dargli o darle la precedenza, non litigare, e così via.
8.4.13.11 Sennonché l’altro uomo o l’altra donna non voleva affatto considerarlo o considerarla, così che niente potesse essere fatto contro di .
8.4.13.12 Accade soventissimo che un uomo o una donna incominci con una benedizione e finisca con una maledizione.
8.4.13.13 Costui o costei incomincia decidendosi di non considerare e successivamente biasima le altre persone per non: averlo considerato o averla considerata.
8.4.13.14 Questo è un esempio di come la Considerazione Esterna passa alla considerazione interna.
8.4.13.15 Tuttavia, se un uomo o una donna veramente si Rammenta di sé *, costui o costei comprende che l’altro uomo o l’altra donna è una macchina proprio come la è lui stesso o lei stessa.
* e si Ricorda di sé e si Rimembra di sé contemporaneamente. (Nota della Guida Specchiata — N. d. G. S.)
8.4.13.16 E allora costui o costei entrerà nella posizione altrui; costui o costei si metterà al posto altrui; e costui o costei sarà veramente capace di comprendere e provare ciò che l’altro uomo o l’altra donna pensa e prova.
8.4.13.17 Se costui o costei riesce a farlo, la sua Opera * gli o le diventa più facile.
* su di sé nel+l’OPERA DIVINA. (N. d. G. S.)
8.4.13.18 Altrimenti, se costui o costei si avvicina a un uomo o una donna con le proprie esigenze, niente tranne una nuova considerazione interna può mai esserne ottenuta.
      
8.4.14.1 “La Giusta Considerazione Esterna è importantissima nel+l’Opera *.
* su di sé nel+l’OPERA DIVINA. (N. d. G. S.)
8.4.14.2 Accade sovente che le persone, che comprendono benissimo la necessità della Considerazione Esterna nella vita *, non capiscano la necessità della Giusta Considerazione Esterna nel+l’Opera **; costoro decidono che, proprio perché loro stessi sono nel+l’Opera **, costoro hanno il diritto di non considerare.
* per la Vita ** su di sé nel+l’OPERA DIVINA. (N. d. G. S.)
8.4.14.3 Mentre in realtà, nel+l’Opera * — ovverosia, per l’Opera * coronata dal proprio successo di un uomo o una donna — dieci volte più della Giusta Considerazione Esterna è necessaria che nella vita **, perché solamente la Giusta Considerazione Esterna da parte propria mostra la sua Valutazione del+l’Opera * e la sua Comprensione del+l’Opera *; e il successo nel+l’Opera * è sempre proporzionale alla Valutazione e alla Comprensione del+l’Opera *.
* su di sé nel+l’OPERA DIVINA ** per la Vita. (N. d. G. S.)
8.4.14.4 Ricordatevi che l’Opera * non può incominciare e non può procedere a un livello inferiore a quello dell’obyvatel **, ovverosia, a un livello inferiore a quello della vita ordinaria.
* su di sé nel+l’OPERA DIVINA. (N. d. G. S.)
** per la definizione di obyvatel, si vedano i paragrafi §17.4 e §17.5. (N. d. G. S.)
8.4.14.5 Questo è un Principio importantissimo che, per una qualche ragione o per un’altra, è dimenticato facilissimamente.
8.4.14.6 Epperò noi ne parleremo separatamente in seguito.”

      

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a cura di:
Ugo Aryaman Tendi (Guida Specchiata)
per SèiRìoSòl — Scuola di Quarta Via
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