§ 6.6 • IL NOSTRO ERRORE FONDAMENTALE NEL DETERMINARE LE AZIONI DI UN INDIVIDUO

INDICE

6.6 La possibilità del+la Mutazione di Sé
6.6 La Richiesta: «Non esprimere le emozioni sgradevoli
6.6 L’idea del Centro Motorio
6.6 Le medesime azioni potrebbero originarsi in Centri differenti
6.6 Il nostro errore fondamentale nel determinare le azioni di un individuo

Uspiénski scrisse:
6.6.1.1 “C’erano varî punti essenziali nelle teorie psicologiche di Gurdjìeff che risvegliavano particolarmente il mio interesse.
6.6.1.2 La prima cosa era la possibilità del+la Mutazione di Sé, ovverosia, il dato di fatto che — incominciando a Osservarsi nella condotta appropriataun uomo o una donna incomincia immediatamente la Mutazione di Sé stesso o stessa e che costui o costei non può mai finirsi * per avere ragione.”
* suicidarsi. (Nota della Guida Specchiata — N. d. G. S.)
      
6.6.2.1 “La seconda cosa era la Richiesta:
«Non esprimere le emozioni sgradevoli!».
6.6.2.2 Subito sentii qualcosa d’importante dietro questa.
6.6.2.3 E l’avvenire mostrò che avevo ragione, dato che lo Studio delle emozioni e l’Opera sulle emozioni divennero le basi dello sviluppo susseguente di tutto il Sistema.
6.6.2.4 Sennonché ciò fu molto più tardi.”
      
6.6.3.1 “La terza cosa, che subito attrasse la mia attenzione e su cui incominciai a pensare proprio la prima volta che ne sentii parlare, era l’idea del Centro Motorio.
6.6.3.2 La cosa più importante, che m’interessava a questo punto, era la questione della relazione in cui Gurdjìeff poneva le Funzioni Motorie rispetto al+le Funzioni Istintive.
6.6.3.3 Erano la medesima cosa o erano differenti?
6.6.3.4 E inoltre, in quale relazione erano le distinzioni fatte da Gurdjìeff rispetto alle distinzioni usuali nella psicologia ordinaria?
6.6.3.5 Con certe riserve e aggiunte avevo considerato possibile accettare le vecchie distinzioni, ovverosia, classificare le azioni umane in azioni ‘consce’, azioni ‘automatiche’ (che devono dapprima essere consce), azioni ‘istintive’ (opportune, ma senza coscienza dell’intento) e ‘riflessi’, semplici e complessi, che non sono mai conscî e che possono, in certi casi, essere inopportuni.
6.6.3.6 Inoltre, c’erano azioni compiute sotto l’influsso di predisposizioni emotive occulte oppure impulsi interiori sconosciuti.”
      
6.6.4Gurdjìeff capovolgeva tutta questa struttura.”
      
6.6.5.1 “Innanzitutto, Lui rifiutava completamente le azioni ‘consce’ perché, com’era chiaro da tutto quello che Lui proferiva, non c’era niente che fosse conscio.
6.6.5.2 Il termine ‘subconscio’, che ha una parte tanto importante nelle teorie di taluni autori, diventava del tutto inutile e addirittura ingannevole, perché fenomeni di categorie differenti completamente erano classificati sotto la categoria di ‘subconscio’.”
      
6.6.6 “La distinzione delle azioni, secondo i Centri che le controllano, aboliva tutte le incertezze e tutti i dubbî possibili quanto alla correttezza di queste distinzioni.”
      

6.6.7.1 Ciò che era particolarmente importante nel Sistema di Gurdjìeff era l’indicazione che le stesse azioni potevano originarsi in Centri differenti.
6.6.7.2 Un esempio è la recluta e il veterano alle esercitazioni di tiro.
6.6.7.3 Uno deve eseguire ‘come si fa’ col suo Centro Pensante, l’altro lo fa col Centro Motorio, che lo fa molto meglio.”
      
6.6.8.1 “Salvo che Gurdjìeff non denominava ‘automatiche’ le azioni guidate dal Centro Motorio.
6.6.8.2 Lui usava il nome ‘automatico’ soltanto per le azioni che un uomo o una donna compie impercettibilmente da sé stesso o stessa.
6.6.8.3 Se le stesse azioni sono Osservate da un uomo o una donna, esse non possono essere dette ‘automatiche’.
6.6.8.4 Lui assegnava un posto importante all’automatismo, sennonché considerava le Funzioni Motorie in quanto differenti dalle funzioni automatiche e, cosa ben più importante, Lui trovava azioni automatiche in tutti i Centri; Lui parlava, per esempio, di ‘pensieri automatici’ e di ‘sentimenti automatici’.
6.6.8.5 Allorquando Gli chiesi dei riflessi, Lui li denominò ‘azioni istintive’.
6.6.8.6 E come compresi da tutto quello che ne seguì, tra i movimenti esterni Lui considerava soltanto i riflessi come fossero azioni istintive.”
      
6.6.9 “Ero interessatissimo all’interrelazione delle Funzioni Motorie e Istintive nella Sua descrizione e sovente ritornavo su questo argomento nei miei colloquî con Lui.”
      
6.6.10.1 “Innanzitutto, Gurdjìeff attirava l’attenzione sul costante uso improprio delle parole ‘istinto’ * e ‘istintivo’ **.
* nota. (N. d. G. S.)
** nota. (N. d. G. S.)
6.6.10.2 Si appalesava, da tutto quello che Lui proferiva, che queste parole potevano essere applicate, di diritto, solamente alle Funzioni Interne dell’organismo.
6.6.10.3 Il battito cardiaco, la respirazione, la circolazione sanguigna, la digestione: queste erano le Funzioni Istintive.
6.6.10.4 Le uniche funzioni esterne, aventi i requisiti per questa categoria, sono i riflessi.
6.6.10.5 La differenza tra funzioni istintive e funzioni motorie era la seguente: le funzioni motorie umane, così come degli animali, di un uccello, di un cane, devono essere apprese; cosicché le funzioni istintive sono innate.
6.6.10.6 Si hanno pochissime movenze esteriori innate.
6.6.10.7 Un animale ne ha di più, sebbene esse varino: taluni ne hanno di più, talaltri ne hanno di meno; sennonché ciò che è di solito spiegato minuziosamente come ‘istinto’ è soventissimo una serie di funzioni motorie complesse, che gli animali giovani apprendono da quelli più anziani.
6.6.10.8 Una delle proprietà più importanti del Centro Motorio è la sua capacità d’imitare.
6.6.10.9 Il Centro Motorio imita tutto quello che vede senza raziocinio.
6.6.10.10 Questa è l’origine delle leggende che esistono sulla ‘intelligenza’ meravigliosa degli animali o sull’‘istinto’, che prende il posto dell’intelligenza e fa compiere loro tutta una serie di azioni molto complesse e opportune.”
      
6.6.11.1L’idea di un Centro Motorio indipendente, che — da un punto di vista — non dipende dalla mente, non richiede la mente e che è una mente in sé e per sé, e che — dall’altro — non dipende dall’istinto e deve innanzitutto imparare, poneva moltissimi problemi su un terreno completamente nuovo.
6.6.11.2 L’esistenza di un Centro Motorio, funzionante per mezzo dell’imitazione, spiegava minuziosamente la salvaguardia dell’‘ordine esistente’ in: alveari, termitai e formicai.
6.6.11.3 Diretta dall’imitazione, questa generazione ha dovuto modellarsi assolutamente sul modello dell’altra.
6.6.11.4 Non ci potrebbe essere nessuna mutazione, nessuna devianza dal modello.
6.6.11.5 Salvo che l’‘imitazione’ non spiegava minuziosamente come tale ordine fosse sopraggiunto anzitutto.
6.6.11.6 Sovente volevo moltissimo parlare con Gurdjìeff di questo, come pure di molte altre cose connesse con ciò.
6.6.11.7 Sennonché Gurdjìeff eludeva tali conversazioni, riconducendole all’essere umano e ai problemi reali del+lo Studio di Sé, del+lo Studiarsi.”
      
6.6.12.1 “Allora parecchio mi fu delucidato dall’idea che ogni Centro era non soltanto una forza movente, ma anche un ‘apparato ricevente’, fungente da radioricevitore per influssi differenti e talvolta lontanissimi.
6.6.12.2 Allorquando pensavo a ciò che era stato detto su: guerre, rivoluzioni, migrazioni di popoli, e così via; allorquando immaginavo come le masse umane potessero muoversi sotto il controllo degli influssi planetarî, incominciavo a comprendere il nostro errore fondamentale nel determinare le azioni di un individuo.
6.6.12.3 Noi consideriamo le azioni di un individuo aventi origine da sé stesso.
26.6.12.4 Noi non presumiamo che le ‘masse’ possano consistere di automi, ubbidienti a stimoli esterni e che possano muoversi, non sotto l’Influsso della Volontà, della Coscienza o dell’Inclinazione degli individui, ma sotto l’influsso di stimoli esterni provenienti fors’anche proprio da lontanissimo.”

      

Rènnas del Castèl • Croix Cathare • Guida Specchiata
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versione aprile 2020
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a cura di:
Ugo Aryaman Tendi (Guida Specchiata)
per SèiRìoSòl — Scuola di Quarta Via
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