§ 4.1 • LA LINEA D’AZIONE DELLA CONOSCENZA E LA LINEA D’AZIONE DELL’ESSERE

INDICE

4.1 Impressioni generali sul Sistema di Gurdjìeff
4.1 Riandando al passato
4.1 Una delle proposizioni fondamentali
4.1 La linea d’azione della conoscenza e la linea d’azione dell’essere
4.1Essere’ su livelli differenti
4.1 Divergenza della linea d’azione della conoscenza dalla linea d’azione dell’essere

Uspiénski scrisse:
4.1.1.1Le Lezioni di Gurdjìeff apportarono a molti colloquî nei nostri Gruppi.
4.1.1.2 C’era ancora moltissimo, che non mi era chiaro; salvo che molte cose erano addivenute collegate; e una cosa, sovente del tutto inaspettatamente, ne spiegava un’altra, con cui sembrava che non avesse nessuna connessione comunque.
4.1.1.3 Certe parti de IL SISTEMA avevano già incominciato vagamente a prendere forma, come le figure oppure un paesaggio, che appare gradualmente nello sviluppo di una lastra fotografica; sennonché molti punti restavano ancora in bianco e incompleti.
4.1.1.4 Nondimeno, molte cose erano contrarie a tutto ciò che mi aspettavo.
4.1.1.5 Provavo solamente a non giungere a conclusioni, epperò ad aspettare.
4.1.1.6 Sovente un’unica parola nuova, che non avevo mai udito prima, modificava tutta la visione ed ero costretto a riorganizzare da parte mia tutto ciò che avevo costruito per gradi in precedenza.
4.1.1.7 Mi accorgevo chiarissimamente che moltissimo tempo doveva passare prima che io potessi dirmi con certezza che potevo descrivere a grandi linee tutto il SISTEMA correttamente.
4.1.1.8 Ed era inesplicabilissimo per me sentir parlare di come le persone, dopo essere venute da noi per un’unica Conferenza, capivano subito tutto ciò di cui noi stavamo parlando, lo spiegavano agli altri e avevano completamente opinioni fisse e ben definite su di noi.
4.1.1.9 Devo confessare che, in tali momenti, sovente ricordavo il mio primo incontro con Gurdjìeff e la serata col Gruppo di Mosca.
4.1.1.10 Anch’io, allora, ne sarei stato vicinissimo esprimendo un giudizio pronto su Gurdjìeff e i Suoi seguaci.
4.1.1.11 Sennonché qualcosa mi aveva fermato allora.
4.1.1.12 E ora, allorquando io avevo incominciato ad accorgermi di quale valore formidabile queste idee avessero, divenni quasi atterrito al pensiero di come facilmente avrei potuto ignorarle; di come facilmente avrei potuto non sapere niente comunque dell’esistenza di Gurdjìeff; oppure di come facilmente avrei potuto anche perderLo di vista, se non Gli avessi chiesto quel giorno se potevo incontrarLo di nuovo.”
      
4.1.2 “In quasi ciascheduna delle sue Lezioni Gurdjìeff ritornava su di un tema, che Lui evidentemente considerava essere della massima importanza, epperò che era difficilissimo per molti di noi da assimilarsi.”
      
Gurdjìeff proferì:
4.1.3.1 “Ci sono due linee d’azione, lungo le quali lo sviluppo dell’uomo o della donna procede: la linea d’azione della ‘conoscenza’ e la linea d’azione dell’‘essere’.
4.1.3.2 Nell’Evoluzione Migliore la linea d’azione della ‘conoscenza’ e la linea d’azione dell’‘essere’ si sviluppano simultaneamente, essendo parallele, e aiutandosi vicendevolmente.
4.1.3.3 Tuttavia, se la linea d’azione della ‘conoscenza’ sorpassa troppo a fondo la linea d’azione dell’‘essere’, oppure se la linea d’azione dell’‘essere’ sorpassa la linea d’azione della ‘conoscenza’, lo sviluppo dell’uomo o della donna devia dal retto cammino prendendo una cattiva strada e presto o tardi deve giungere a un punto morto.”
      
4.1.4.1Le persone capiscono che cosa significa ‘conoscenza’.
4.1.4.2 E costoro capiscono la possibilità di livelli differenti di conoscenza.
4.1.4.3 Costoro capiscono che la conoscenza può essere minore o maggiore, ovverosia, di una qualità o di un’altra qualità.
4.1.4.4 Sennonché costoro non capiscono ciò relativamente all’‘essere’.
4.1.4.5 ‘Essere’, per costoro, significa semplicemente l’‘esistenza’, a cui è contrapposta semplicemente la ‘non-esistenza’.
4.1.4.6 Costoro non capiscono che ‘l’essere’ o ‘l’esistenza’ possono essere di livelli differentissimi e categorie differentissime.
4.1.4.7 Prendiamo, a mo’ d’esempio, ‘l’essere’ di un minerale e di una pianta.
4.1.4.8 È un ‘essere’ differente.
4.1.4.9 L’‘essere’ di una pianta e di un animale è di nuovo un ‘essere’ differente.
4.1.4.10 L’‘essere’ di un animale e di un uomo o una donna è un ‘essere’ differente.
4.1.4.11 Tuttavia, l’‘essere’ di due persone può differire l’uno dall’altro più dell’‘essere’ di un minerale e di un animale.
4.1.4.12 Questo è esattamente tutto ciò che le persone non capiscono.
4.1.4.13 E costoro non capiscono che la conoscenza dipende dal+l’‘essere’.
4.1.4.14 Non soltanto costoro non capiscono quest’ultimo *, epperò costoro sicuramente non desiderano capirlo.
* la quantità d’‘essere’ e le qualità d’‘essere’ espresse in una scala verticale, detta Scala di Giacobbe. (Nota della Guida Specchiata — N. d. G. S.)
4.1.4.15 E specialmente nella cultura occidentale si considera che un uomo o una donna possa possedere una grande conoscenza — per esempio, che costui o costei possa essere uno scienziato capace, fare scoperte, avanzare nella scienza — e contemporaneamente che costui o costei possa essere, e che abbia il diritto d’essere, un uomo o una donna: meschino o meschina, egoista, sprezzante, cattivo o cattiva, invidioso o invidiosa, vanitoso o vanitosa, ingenuo o ingenua e distratto o distratta.
4.1.4.16 Sembra che si consideri qui che un professore debba sempre dimenticare il suo ombrello ovunque.”
      
4.1.5.1 “Eppure è il suo ‘essere’.
4.1.5.2 E le persone pensano che la sua conoscenza non dipenda dal suo ‘essere’.
4.1.5.3 Le persone di cultura occidentale attribuiscono grande valore al livello di conoscenza di un uomo o una donna, sennonché costoro non valutano il livello d’‘essere’ di un uomo o una donna e non si vergognano del livello basso del loro ‘essere’.
4.1.5.4 Costoro non capiscono nemmeno tutto quello che ciò significa.
4.1.5.5 E costoro non capiscono che la ‘conoscenza’ di un uomo o una donna dipende dal livello del suo ‘essere’.”
      
4.1.6Se la ‘conoscenza’ sorpassa a fondo l’‘essere’, diventa teorica, astratta e inapplicabile alla vita, oppure veramente dannosa, perché, invece di servire alla vita e aiutare le persone a lottare meglio contro le difficoltà che costoro incontrano, incomincia a complicare la vita dell’uomo e della donna, vi apporta nuove difficoltà, nuovi problemi e calamità che prima non c’erano.”
      
4.1.7.1 “La ragione di ciò è che la ‘conoscenza’, che non sia in concordanza con l’‘essere’, non può essere vasta abbastanza per i Bisogni Reali dell’Uomo e della Donna o esserne sufficientemente attagliata.
4.1.7.2 Sarà sempre la conoscenza di una cosa insieme all’ignoranza di un’altra cosa; la conoscenza del dettaglio, senza la conoscenza dell’insieme; la conoscenza della forma, senza la conoscenza dell’Essenza.”
      
4.1.8.1 “Tale predominio della conoscenza sull’essere si nota nella cultura odierna.
4.1.8.2 L’idea del valore e dell’importanza del livello d’essere è completamente dimenticata.
4.1.8.3 E s’è dimenticato che il livello di conoscenza è determinato dal livello d’essere.
4.1.8.4 Veramente a un dato livello d’essere le possibilità di conoscenza sono limitate e finite.
4.1.8.5 Nei limiti di un dato essere la qualità della conoscenza non può essere modificata e l’accumulo di informazioni della stessa identica natura, entro limiti già noti, è solamente possibile.
4.1.8.6 Una mutazione nella natura della conoscenza è possibile solamente con una mutazione nella natura dell’essere.
      
4.1.9.1 “Preso di per sé stesso, l’‘essere’ di un uomo o una donna ha molti lati differenti.
4.1.9.2 Il tratto distintivo più caratteristico di un uomo o una donna moderni è l’assenza di Unità in costui o costei e, inoltre, l’assenza in costui o costei addirittura delle tracce di quelle Proprietà che a lui o lei piace di più attribuirsi, ovverosia: ‘Coscienza Lucida’, ‘Libero Arbitrio’, un ‘Ego Permanente o «IO» Permanente e la ‘Capacità di Fare’.
4.1.9.3 Potrebbe sorprendervi se vi dicessi che il tratto distintivo primario dell’‘essere’ di un uomo o una donna moderni, che spiega ogni altra cosa che è mancante in lui o lei, è il ‘sonno’.”
      
4.1.10.1Un uomo moderno o una donna moderna vive nel ‘sonno’, nel ‘sonno’ costui è nato o costei è nata e nel sonno costui o costei muore.
4.1.10.2 Del ‘sonno’, del suo significato e del suo ruolo nella vita, noi ne parleremo più avanti.
4.1.10.3 Salvo che ora pensate solamente a un’unica cosa: che conoscenza può mai avere un uomo addormito o una donna addormita?
4.1.10.4 E se voi ci pensate su e contemporaneamente ricordate che il sonno è il tratto distintivo primario del nostro ‘essere’, vi sarà subito chiaro che, se un uomo o una donna vuole davvero la ‘Conoscenza’, costui o costei deve innanzitutto pensare a come svegliarsi, ovverosia, a come cambiare il suo ‘essere’.”
      
4.1.11 “Esternamente l’‘essere’ dell’uomo o della donna ha molteplici lati differenti: attività o passività; veridicità o tendenza a mentire; sincerità o insincerità; coraggio, codardia; autocontrollo (padronanza di sé o controllo di sé), dissolutezza; irritabilità, egoismo, sollecitudine (o solerzia) al sacrificio di sé o abnegazione, superbia, vanità, presunzione, laboriosità od operosità, poltroneria o pigrizia od oziosaggine, moralità o probità o castigatezza, depravazione; tutti questi e moltissimi altri costituiscono l’‘essere’ dell’uomo o della donna.”
      
4.1.12.1 “Sennonché tutto ciò è completamente meccanico nell’uomo o nella donna.
4.1.12.2 Se costui o costei mente, significa che costui o costei non può fare a meno di mentire.
4.1.12.3 Se costui o costei dice la verità, significa che costui o costei non può fare a meno di dire la verità, e così è per tutto.
4.1.12.4 Tutto accade; un uomo o una donna non può fare niente, né in sé stesso o stessa né fuori di sé stesso o stessa.”
4.1.13.6 Tuttavia, ci sono persone che sono certamente malate, macchine * guaste per cui niente si può fare.
* automi. (N. d. G. S.)
4.1.13.7 E tali persone fanno parte della maggioranza.
4.1.13.8 Se voi ci pensate, voi capirete perché soltanto pochi possono ricevere la Conoscenza Reale, Vera e Verace.
4.1.13.9 Il loro ‘essere’ glielo impedisce.
      
4.1.14.1 “Parlandone genericamente, l’equilibrio tra ‘conoscenza’ ed ‘essere’ è addirittura ben più importante dello sviluppo disgiunto dell’una o dell’altro.
4.1.14.2 E lo sviluppo disgiunto della conoscenza o dell’essere non è cosa desiderabile comunque.
4.1.14.3 Sebbene sia proprio questo sviluppo unilaterale che sovente sembra particolarmente attraente per le persone.”
      
4.1.15.1Se la ‘conoscenza’ supera l’‘essere’, un uomo o una donna sa, epperò non ha alcun potere di ‘Fare’.
4.1.15.2 È ‘conoscenza’ inutile.
4.1.15.3 D’altra parte, se l’‘essere’ ha più importanza della ‘conoscenza’, un uomo o una donna ha il potere di fare, epperò non sa, ovverosia: costui o costei può fare qualcosa, epperò non sa che cosa ‘Fare’.
4.1.15.4 L’‘essere’, che costui o costei ha conseguito, diventa senza scopo e gli sforzi fatti per raggiungerlo si dimostrarono vani.”
      
4.1.16 “Nella storia dell’umanità ci sono molti esempî noti in cui civiltà intere si estinsero perché la ‘conoscenza’ ebbe più importanza del+l’‘essere’ oppure l’‘essere’ ebbe più importanza del+la ‘conoscenza’.”

      

Rènnas del Castèl • Croix Cathare • Guida Specchiata
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versione marzo 2020
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a cura di:
Ugo Aryaman Tendi (Guida Specchiata)
per SèiRìoSòl — Scuola di Quarta Via
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