§ 2.1 • L’AIUTO DI QUELLI CHE SONO SCAMPATI PRIMA

INDICE

2.1 Pietrogrado nell’estate del 1915
2.1 Gurdjìeff a Pietrogrado
2.1 Una conversazione sui Gruppi
2.1 Riferimento all’Opera ‘Esoterica’
2.1 ‘Prigione’ ed ‘Fuga dalla prigione’
2.1 Che cos’è necessario per questa Fuga?
2.1 Chi può dare aiuto e come?
2.1 Incominciamento delle adunanze a Pietrogrado
2.1 Una domanda sulla reincarnazione e sulla vita futura
2.1 Come si può ottenere l’immortalità?
2.1 La Lotta tra ‘Sì’ e ‘No’ nell’uomo o nella donna
2.1 Cristallizzazione su base giusta e su base errata
2.1 Necessità del Sacrificio

Uspiénski scrisse:
2.1.1.1 “A Pietroburgo * l’estate passò con la mia solita attività letteraria.
* Già ribattezzata ‘Pietrogrado’ da lunedì 31 agosto 1914 fino a sabato 26 gennaio 1924, allorquando la città fu ribattezzata Leningrado. (Nota della Guida Specchiata — N. d. G. S.)
2.1.1.2 Stavo redigendo i miei libri per le nuove edizioni, leggendo bozze e così via.
2.1.1.3 Quella era l’estate terribile del 1915, con la sua atmosfera che diminuiva gradualmente, da cui — malgrado tutti gli sforzi — non potevo esimermene.
2.1.1.4 La guerra * era ora esistente, era in corso sul territorio russo, e stava avvicinandosi a noi.
* specificamente: dapprima la Guerra Europea, dappoi la Grande Guerra e, infine, la Prima Guerra Mondiale (N. d. G. S.)
2.1.1.5 Tutto stava incominciando a vacillare.
2.1.1.6 L’attività suicida occulta, che aveva determinato così tanto nella vita russa, stava diventando sempre più evidente.
2.1.1.7 Una ‘prova di forza’ era in corso.
2.1.1.8 I tipografi avrebbero scioperato continuamente.
2.1.1.9 Il mio lavoro era fatto ritardare.
2.1.1.10 E stavo già incominciando a pensare che la catastrofe sarebbe stata su di noi prima di riuscire a fare tutto quello che avevo intenzione.
2.1.1.11 Sennonché i miei pensieri soventissimo ritornavano alle conversazioni di Mosca.
2.1.1.12 Parecchie volte, allorquando le cose diventarono particolarmente difficili, ricordo che mi dicevo:
«Mollerò tutto e andrò da Gurdjìeff a Mosca!».
2.1.1.13 E a questo pensiero sempre mi sentimentavo più tranquillo.
      
2.1.2.1 Il tempo passava.
2.1.2.2 Un giorno, era già l’autunno del 1915, fui chiamato al telefono e sentii la voce di Gurdjìeff.
2.1.2.3 Lui era venuto a Pietrogrado per pochi giorni.
2.1.2.4 Andai a trovarlo subito e, nel bel mezzo delle conversazioni con altre persone — che vennero a fargli visita — su svariati argomenti, lui mi parlò proprio come fece a Mosca.
      
2.1.3.1 Allorquando lui stava partendo il giorno seguente, mi disse che presto sarebbe ritornato di nuovo.
2.1.3.2 E in questa seconda visita, allorquando gli dissi di un certo gruppo da cui mi recavo a Pietrogrado, laddove tutti i possibili argomenti erano discussi, dalla guerra alla psicologia, lui mi disse che la conoscenza di gruppi simili sarebbe potuta essere proficua, poiché lui stava pensando di iniziare lo stesso genere d’Opera a Pietrogrado come lui stava conducendo a Mosca.
      
2.1.4.1 Lui andò a Mosca e promise di ritornare tra due settimane.
2.1.4.2 Parlai di lui con taluni miei amici e talune mie amiche; e noi incominciammo ad attendere il suo arrivo.
      
2.1.5.1 Lui ritornò di nuovo per poco tempo.
2.1.5.2 Riuscii, comunque, a presentargli talune persone.
2.1.5.3 Riguardo ai suoi progetti e alle sue intenzioni, lui disse che lui voleva organizzare la sua OPERA su una scala più vasta, tenere conferenze pubbliche, predisporre una serie di esperimenti e dimostrazioni e attrarre alla sua OPERA persone con una preparazione più vasta e più svariata.
2.1.5.4 Tutto ciò mi fece venire in mente una parte di tutto quello che avevo appreso a Mosca.
2.1.5.5 Senza che io capissi chiaramente di quali ‘esperimenti’ e ‘dimostrazioni’ lui parlasse; ciò addivenne chiaro solamente più tardi.
      
2.1.6.1 Rammento una conversazione, come al solito con Gurdjìeff, in un piccolo caffè sulla Nevskij. *
* La Prospettiva Nevskij o Nevskij Prospekt (in russo: Невский проспект, [‘nʲefskʲɪj prʌs’pʲekt], secondo la traduzione letterale ‘Corso della Neva’) è la gran via principale che attraversa la città di San Pietroburgo. (N. d. G. S.)
2.1.6.2 Gurdjìeff mi parlò con taluni dettaglî dell’organizzazione dei Gruppi per la sua OPERA e del loro ruolo in quell’OPERA.
2.1.6.3 Una o due volte lui usò la parola ‘Esoterica’, che non gliela avevo mai sentita prima d’allora, e fui interessato a tutto quello che lui intendeva dire con ciò.
2.1.6.4 Sennonché, allorquando provai a fermarlo e a chiedergli che cosa lui intendesse dire con la parola ‘Esoterica’, lui evitò la risposta.”
      
Gurdjìeff proferì:
2.1.7.1 “Ciò * non è importante; orbene: chiamatela * come vi pare.
* ovverosia, la parola ‘Esoterica’. (N. d. G. S.)
2.1.7.2 Quello non ne è il senso o significato; il senso o significato primario è che un ‘Gruppo’ è l’incominciamento di tutto.
2.1.7.3 Chiunque da solo * non può fare niente di niente, non può conseguire niente di niente!
* L’originale inglese ‘one man’ fu usato col significato di ‘chiunque’, perciò avendo in mente proprio il suo contrario ‘no one man’, che significa ‘nessuno’; sennonché qui col buonsenso, per coglierne appieno il suo vero senso da solo, senza compagnia sottinteso dall’autore, l’originale inglese ‘one man’ deve diventare ‘one solo man or one solo woman’, in cui l’aggettivo ‘solo’ (di chiara origine italiana) significa specificamente ‘in solitude’: per l’appunto, ‘da solo’, ‘senza compagnia’. (N. d. G. S.)
2.1.7.4 Un Gruppo con una Vera Guida Reale può fare di più.
2.1.7.5 Un Gruppo di uomini e donne può fare ciò che chiunque da solo * non può mai fare.”
* Con riferimento alla nota precedente inerente al periodo n° 2.1.7.3. (N. d. G. S.)
      
2.1.8.1Voi * non vi * accorgete della vostra * situazione personale. **
* Durante l’epoca di Riccardo II (dal 1377 al 1399) ‘you’ incominciò a sostituire: ‘ye’ [ji:], che significava ‘voi’ in italiano; ‘thou’ [ðau], che significava ‘tu’ in italiano), e ‘thee’ [ði:], che significava ‘te’ o ‘ti’ in italiano; dal 1660 circa ‘you’ era già diventato il pronome ordinario della seconda persona per qualunque numero e caso. (N. d. G. S.)
** oppure “Lei non si accorge della sua situazione personale.” oppure “Tu non ti accorgi della tua situazione personale.” (N. d. G. S.)
2.1.8.2 Voi * siete in prigione**
** oppure “Lei è in prigione.” oppure “Tu sei in prigione.” (N. d. G. S.)
2.1.8.3 Tutto ciò che voi * potete desiderare, se voi * siete un uomo sensibile, è di evadere dalla prigione**
** oppure “… Lei può desiderare, se Lei è …” oppure “… tu puoi desiderare, se tu sei …” (N. d. G. S.)
2.1.8.4 Sennonché come evaderne?
2.1.8.5 È necessario scavare una galleria sotto un muro di cinta.
2.1.8.6 Chiunque da solo * non può fare niente di niente!
* Con riferimento alla nota precedente inerente al periodo n° 2.1.7.3(N. d. G. S.)
2.1.8.7 Tuttavia, supponiamo che ci siano dieci o venti uomini (o donne); se costoro Operano a turno e se uno (o una) copre un altro (o un’altra), costoro possono completare la galleria ed evadere.”
      
2.1.9.1 “Inoltre, nessuno può evadere dalla prigione senza L’AIUTO di Quelli che ne sono scampati evadendo prima.
2.1.9.2 Solamente Costoro possono proferire in quali modo e maniere LA FUGA è possibile, oppure possono inviare: strumenti, lime * o qualunque cosa possa essere necessaria.
* In inglese ‘files’, tra i cui significati annovera anche ‘qualunque scritto’, molto più espressivo in quest’analogia della prigione. (N. d. G. S.)
2.1.9.3 Sennonché, un prigioniero da solo non può trovare questi Uomini o Donne o mettersi in contatto con Loro.
2.1.9.4 Un’organizzazione è necessaria.
2.1.9.5 Niente può essere compiuto senza un’organizzazione.”
      
Uspiénski scrisse:
2.1.10.1Gurdjìeff sovente ritornava successivamente a quest’esempio analogico della ‘prigione’ e della ‘fuga dalla prigione’ nelle sue conversazioni.
2.1.10.2 Talvolta Lui incominciava con ciò eppoi la sua asserzione favorita era che, se un uomo o una donna in prigione avesse mai avuto l’occasione * di fuggirne o scamparne, allora costui o costei dovrebbe innanzitutto accorgersi che lui stesso o lei stessa è in prigione.
* unica o più unica che rara di. (N. d. G. S.)
2.1.10.3 Fintantoché costui o costei non se ne accorge, fintantoché costui o costei pensa che lui stesso o lei stessa è in libertà, costui o costei non ha nessuna occasione, di nessun genere.
2.1.10.4 Nessuno può aiutarlo o aiutarla oppure liberarlo o liberarla con la forza, contro la sua volontà, in opposizione ai suoi desiderî.
2.1.10.5 Se la Liberazione è possibile, ciò è possibile solamente come il Risultato di un grande lavoro e di grandi sforzi e, soprattutto, di sforzi conscî, per uno Scopo ben definito.”

      

Uspiénski scrisse:
2.1.11.1 “Gradualmente presentavo un numero sempre maggiore di persone a Gurdjìeff.
2.1.11.2 E ogniqualvolta che Lui riveniva a Pietrogrado predisponevo conversazioni e conferenze, a cui Lui prendeva parte, o in talune case private o con taluni gruppi già esistenti.
2.1.11.3 Trenta o quaranta persone solevano venire.
2.1.11.4 Dopo il gennaio del 1916, Gurdjìeff incominciò a visitare Pietrogrado regolarmente ogni quindici giorni, talvolta con alcuni dei suoi allievi moscoviti.
      
2.1.12.1 Non capivo tutto sul modo in cui queste adunanze erano preordinate.
2.1.12.2 Mi pareva che Gurdjìeff lo stesse rendendo alquanto inutilmente difficile.
2.1.12.3 Per esempio, Lui raramente mi permetteva di fissare un’adunanza in anticipo.
2.1.12.4 Un’adunanza precedente finiva abitualmente con l’annuncio che Gurdjìeff sarebbe ritornato a Mosca il giorno seguente.
2.1.12.5 La mattina seguente Lui avrebbe detto che Lui aveva deciso di restare fino alla sera.
2.1.12.6 L’intera giornata era passata nei caffè, laddove le persone sopraggiungevano: coloro che volevano far visita a Gurdjìeff.
2.1.12.7 Era solamente di sera, un’ora o un’ora e mezza prima che noi incominciassimo abitualmente le nostre adunanze, che Lui mi avrebbe detto:
«Perché non fare un’adunanza stasera?
Telefona a quelli che volevano venire e di’ loro che noi saremo nel tal posto.».
2.1.13.1 Ero abituato ad affrettarmi al telefono; sennonché, sicuramente, alle sette o sette e mezza di sera, ognuno era già impegnato e potevo solamente adunare poche persone.
2.1.13.2 E taluni, che vivevano fuori Pietrogrado: a Tsarskoye Selo (Царское Село) *, eccetera, non riuscirono mai a venire alle nostre adunanze.
* Denominata Puškin (Пушкин) nel 1937. (N. d. G. S.)
      
2.1.14.1 Moltissimo io lo compresi dopo, differentemente dal modo in cui lo capivo allora.
2.1.14.2 E i motivi primarî di Gurdjìeff mi addivennero più chiari.
2.1.14.3 Lui non voleva né per amore né per forza rendere facile per le persone fare la conoscenza delle sue idee.
2.1.14.4 Al contrario, Lui reputava che soltanto superando le difficoltà, comunque irrilevanti e accidentali, le persone avrebbero potuto apprezzare le sue idee.
      
Gurdjìeff mi proferì:
2.1.15.1 “Le persone non apprezzano ciò che ottenibile agevolmente.
2.1.15.2 E se un uomo o una donna ha già sentimentato qualcosa, credetemi *, costui o costei siederà aspettando tutto il giorno al telefono nel caso in cui lui stesso debba essere invitato o lei stessa debba essere invitata.
*oppure ‘mi creda’ oppure ‘credimi. (N. d. G. S.)
2.1.15.3 Oppure costui o costei telefonerà personalmente e chiederà e s’informerà.
2.1.15.4 E chiunque si aspetti d’essere invitato e invitato in anticipo, così che costui o costei possa predisporre i proprî affari, lasciatelo o lasciatela * pure continuare ad aspettare.
*oppure ‘lei lo o la lasci’ oppure ‘lascialo o lasciala’. (N. d. G. S.)
2.1.15.5 Sicuramente, per quelli che non sono a Pietrogrado ciò è certamente difficile.
2.1.15.6 Comunque noi non possiamo farci niente.
2.1.15.7 Più tardi, forse, noi avremo adunanze ben definite in giorni prefissati.
2.1.15.8 Per il momento è impossibile farlo.
2.1.15.9 Le persone devono dimostrarsi e dimostrare il loro apprezzamento di ciò che costoro hanno appreso.
      
Uspiénski scrisse:
2.1.16 “Tutto ciò e molto altro ancora mi rimanevano, a quel tempo, questioni ancora semiaperte e discutibili.
      
2.1.17 Cosicché le conferenze e, in generale, tutto ciò che Gurdjìeff proferì allora — sia alle adunanze sia al loro esterno — m’interessavano sempre di più.”

      

Uspiénski scrisse:
2.1.18 “Una volta, a una di queste adunanze, qualcuno Gli chiese sul+la possibilità della reincarnazione e se fosse possibile credere a casi di comunicazione coi defunti.”
      
Gurdjìeff proferì:
2.1.19.1 “Molte cose sono possibili.
2.1.19.2 Cosicché è necessario ben comprendere che l’essere di un uomo o una donna, sia nella vita sia dopo la morte, se ciò esiste davvero dopo la morte, può essere differentissimo qualitativamente.
2.1.19.3 L’‘uomo-macchina’ o la ‘donna-macchina’ con cui tutto dipende da influssi esterni, con cui tutto accade, che è ora uno o una, il momento successivo un altro o un’altra, e il momento seguente un terzo o una terza, non ha nessun futuro di alcun genere; costui è sepolto o costei è sepolta e questo è tutto.
2.1.19.4 La polvere ritorna alla polvere.
2.1.19.5 Questo è valido per costui o costei.
2.1.19.6 Per poter parlare di qualunque genere di vita futura ci dev’essere una certa cristallizzazione, una certa fusione delle qualità intime dell’uomo o della donna, una certa indipendenza dagl’influssi esterni.
2.1.19.7 Se c’è qualcosa in un uomo o una donna capace di resistere agl’influssi esterni, allora proprio questa stessa Cosa Vera potrebbe anche essere capace di resistere alla morte del corpo fisico.
2.1.19.8 Cosicché, pensate con la vostra testa, che cosa c’è per resistere alla morte fisica in un uomo o una donna, che sviene o dimentica tutto allorquando costui o costei si taglia un dito?
2.1.19.9 Se c’è qualcosa in un uomo o una donna, ciò può sopravvivere; se non c’è niente, allora non c’è niente per sopravvivere.
2.1.19.10 Sennonché, anche se qualcosa sopravvive, il suo futuro può essere mutevolissimo.
2.1.19.11 In certi casi di cristallizzazione più completa, ciò che la gente chiama ‘reincarnazione’, potrebbe essere possibile dopo la morte e, in altri casi, ciò che la gente dice ‘esistenza nell’altra parte’.
2.1.19.12 In entrambi i casi ciò è la continuazione della vita nel ‘corpo astrale’, oppure con l’aiuto del ‘corpo astrale’.
2.1.19.13 Voi sapete che cosa significa l’espressione ‘corpo astrale’.
2.1.19.14 Salvo che i sistemi, con cui voi avete familiarità e che usano quest’espressione, affermano che tutti gli uomini hanno un ‘corpo astrale’.
2.1.19.15 Ciò è errato completamente.
2.1.19.16 Ciò che può essere detto il ‘corpo astrale’ è ottenuto per mezzo della fusione, ovverosia, per mezzo di un’opera e una lotta intime terribilmente dure.
2.1.19.17 Né l’uomo è nato, né la donna è nata, con ciò.
2.1.19.18 E solamente pochissimi Uomini e pochissime Donne conseguono un ‘corpo astrale’.
2.1.19.19 Se ciò è formato, ciò può continuare a vivere dopo la morte del corpo fisico e ciò può essere nato di nuovo in un altro corpo fisico.
2.1.19.20 Questa è la ‘reincarnazione’.
2.1.19.21 Se ciò non è ri-nato, dopo — nel corso del tempo — anche ciò muore; ciò non è immortale, epperò può vivere molto tempo dopo la morte del corpo fisico.
      
2.1.20.1 La fusione, l’unità intima, è ottenuta per mezzo di ‘attrito’, dal+la lotta tra ‘sì’ e ‘no’ nell’uomo.
2.1.20.2 Se un uomo o una donna vive senza Lotta Intima; se tutto accade in lui o lei senza Opposizione; se costui o costei va dovunque lui è costretto o lei è costretta, oppure dovunque soffia il vento, costui o costei rimarrà tale e quale com’è.
2.1.20.3 Salvo che, se una Lotta Intima incomincia in lui o lei, e particolarmente se c’è una Linea Ben Definita in questa Lotta Intima, allora, gradualmente, Tratti Permanenti incominciano a formarsi: costui o costei incomincia a ‘Cristallizzare’.
2.1.20.4 Sennonché gli o le sono possibili tanto la Cristallizzazione su una Base Giusta quanto la cristallizzazione su una base errata.
2.1.20.5 L’‘attrito’, la lotta tra ‘sì’ e ‘no’, può facilmente aver luogo su una base errata.
2.1.20.6 Per esempio, una credenza fanatica in taluna o talaltra idea, o la ‘paura del peccato’, può evocare una lotta terribilmente intensa tra ‘sì’ e ‘no’, e un uomo può cristallizzare su queste basi errate.
2.1.20.7 Epperò questa sarebbe una cristallizzazione errata, incompleta.
2.1.20.8 Un uomo siffatto o una donna siffatta non padroneggerà la possibilità di uno Sviluppo ulteriore.
2.1.20.9 Per rendere possibile uno Sviluppo ulteriore, costui o costei dev’essere fuso daccapo; e ciò può essere compiuto solamente mediante una sofferenza terribile.
      
2.1.21.1La cristallizzazione è possibile su qualunque base.
2.1.21.2 Prendiamo a mo’ d’esempio un brigante, un brigante davvero capace e genuino.
2.1.21.3 Ne conobbi di briganti siffatti nel Caucaso!
2.1.21.4 Costui si terrà pronto col fucile: appostato dietro a un masso, sul ciglio della strada, per otto ore senza muoversi.
2.1.21.5 Potreste farlo voi?
2.1.21.6 Per tutto il tempo, intendiamoci, una lotta è in corso in lui.
2.1.21.7 Costui ha sete e caldo e le mosche lo stanno punzecchiando; eppure, lui sta fermo: tollerandoli e sopportandole.
2.1.21.8 Un altro esempio è un monaco; costui ha paura di satana; per tutta la notte lui sbatte la propria testa sul pavimento e prega.
2.1.21.9 In tal modo e maniere la cristallizzazione * è compiuta.
* una cristallizzazione errata, incompleta su una base errata. (N. d. G. S.)

2.1.21.10 In modi e maniere siffatti le persone possono generare in sé stesse una forza interiore enorme; costoro possono resistere alla tortura; costoro possono ottenere ciò che vogliono.
2.1.21.11 Questo significa che ora c’è in costoro qualcosa di solido, qualcosa di permanente.
2.1.21.12 Persone siffatte possono diventare immortali.
2.1.21.13 Tuttavia, quale ne è la bontà?
2.1.21.14 Un uomo o una donna di tal genere diventa una ‘cosa immortale’, sebbene una certa quantità di coscienza sia talvolta preservata in costui o costei.
2.1.21.15 Sennonché addirittura ciò, dev’essere ben ricordato, avviene rarissimamente.”

      

2.1.22.1 “Mi ricordo che le conversazioni, che seguirono quella sera, mi colpirono per il dato di fatto che molte persone appresero qualcosa del tutto e per tutto differente da ciò che Gurdjìeff proferì; altre prestarono attenzione solamente alle osservazioni secondarie e non essenziali di Gurdjìeff e ricordarono solamente queste.
2.1.22.2 I Principî Fondamentali, di tutto quello che Gurdjìeff proferì, sfuggirono alla maggior parte di costoro.
2.1.22.3 Soltanto pochissime posero domande sulle cose essenziali che Lui proferì.
2.1.22.4 Una di queste domande è rimasta nella mia memoria.”
      
Qualcheduno gli domandò:
2.1.23 “In che modo si può evocare la lotta tra ‘sì’ e ‘no’ in sé stessi?”
      
Gurdjìeff rispose:
2.1.24.1Il sacrificio è necessario.
2.1.24.2 Se niente è sacrificato, niente è ottenuto.
2.1.24.3 Ed è essenziale * sacrificarci qualcosa di prezioso nell’attimo, sacrificarlo per molto tempo e sacrificarne moltissimo.
* nel+la condizione essenziale scabrosa e indispensabile, in cui l’Osservatore Co-Partecipe (o Testimone):
1) riconosce di proposito qualunque ‘io’ (o ‘ego’) – comunque sia, piccino – della ‘Personalità Falsa e Fallace’ e
   2) passo passo l’immola di proposito poiché nefasto e funesto per lo Sviluppo Intimo Essenziale. (N. d. G. S.)
2.1.24.4 Sennonché, comunque, non per sempre.
2.1.24.5 Ciò dev’essere ben compreso perché sovente ciò non è ben compreso.
2.1.24.6 Il Sacrificio è essenziale solamente mentre il processo di Cristallizzazione va avanti.
2.1.24.7 Allorquando la Cristallizzazione * è compiuta, rinunce, privazioni e sacrificî non sono più essenziali.
* Una Giusta, Completa Cristallizzazione su di una Base Giusta. (N. d. G. S.)
2.1.24.8 Poi un Uomo o una Donna potrebbe avere tutto ciò che Lui stesso o Lei stessa Vuole.
2.1.24.9 Non ci sono più Leggi per Costui o Costei; LUI È UNA LEGGE A SÉ STESSO oppure LEI È UNA LEGGE A SÉ STESSA!*
* “Lasciate che i pargoli vengano a Me!” (Luca 18:16)

      

Rènnas del Castèl • Croix Cathare • Guida Specchiata
Rènnas del Castèl • Croix Cathare • Guida Specchiata

versione marzo 2020
www.seiriosol.xyz
a cura di:
Ugo Aryaman Tendi (Guida Specchiata)
per SèiRìoSòl — Scuola di Quarta Via
YouTube Channel seiriosol

Per qualunque altra informazione:
dai click qui sul CONTATTO, compila il modulo e invialo.

Font Color #512874 — R=81 G=40 B=116 — Seiriosol Violet
[applicato in questa pagina]