§ 15.3 • LE DUE PARTI DELLA RELIGIONE REALE E CHE COSA CIASCHEDUNA INSEGNA

INDICE

15.3 Significato dei Riti
15.3 Le ‘Tecniche’ della Religione
15.3 Dove la parola ‘io’ suona in uno?
15.3 Le due parti della Religione Reale e che cosa insegna

Uspiénski scrisse:
15.3.1.1 “Tra le brevi Conferenze e le Conversazioni del periodo che io sto descrivendo, ovverosia la fine del 1916, Gurdjìeff parecchie volte toccò le questioni religiose. …
15.3.1.2 Gurdjìeff citò taluni esempî interessantissimi delle spiegazioni di varie parti della liturgia ortodossa.
15.3.1.3
 Sfortunatamente, nessun appunto fu preso allora e io non m’impegnerò a ricostruirle dalla memoria.
15.3.1.4 L’idea era che, incominciando dalle prime parole, la liturgia, per così dire, passa attraverso il processo della Creazione, registrandone tutte le sue fasi e tutte le sue transizioni.
15.3.1.5 Ciò che particolarmente mi stupì nelle spiegazioni di Gurdjìeff fu la misura in cui così tanto è stato preservato nella sua forma pura e quanto poco noi comprendiamo di tutto ciò.
15.3.1.6 Le sue spiegazioni differivano moltissimo dalle consuete interpretazioni teologiche e addirittura da quelle mistiche.
15.3.4.7 E la differenza principale fu che Gurdjìeff si disfò di moltissime allegorie.
15.3.4.8 Io intendo dire che divenne ovvio dalle sue spiegazioni che noi prendiamo molte cose per allegorie, in cui non c’è nessuna allegoria, e che dovrebbero essere comprese molto più semplicemente e psicologicamente.
15.3.4.9 Tutto quello che Gurdjìeff disse precedentemente sul+l’Ultima Cena * serve come un buon esempio di ciò.”
* Si veda ‘La Spiegazione dell’Ultima Cena’ di Gurdjìeff alla fine del Quinto Capitolo, cliccando il collegamento ipertestuale seguente: § 5.7 • SPIEGAZIONE DELL’ULTIMA CENA. (Nota della Guida Specchiata — N. d. G. S.)
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Gurdjìeff disse:
15.3.2.1 “Ogni cerimonia o rito ha un valore, se viene officiato senz’alterazione.
15.3.2.2 Una cerimonia è un Libro in cui moltissimo vi è scritto.
15.3.2.3 Chiunque lo comprenda può leggerlo.
15.3.2.4 Un rito sovente contiene più di cento libri.”
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Uspiénski continuò:
15.3.3.1 “Indicando tutto quello che era stato preservato fino ai nostri giorni, Gurdjìeff contemporaneamente richiamò l’attenzione su tutto quello che era stato perso e dimenticato.
15.3.3.2 Gurdjìeff parlò di Danze Sacre, che accompagnavano i ‘servizi’ nei ‘Templi della Ripetizione’ e che non furono incluse nella forma di culto della religione cristiana.
15.3.3.3 Gurdjìeff parlò anche di varî Esercizî e di positure speciali per preghiere differenti, ovverosia, per generi differenti di Meditazione; sull’acquisizione del controllo sulla respirazione e sulla necessità d’essere capaci d’irrigidire o rilassare qualunque gruppo muscolare, oppure i muscoli di tutto il corpo a volontà; e su molte altre cose, che hanno una relazione, per così dire, con la ‘Tecnica’ della Religione.”
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15.3.4 “In un’occasione, in connessione con la descrizione degli esercizî di concentrazione e portando l’attenzione da una parte all’altra del corpo,
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Gurdjìeff ci domandò:
15.3.5 “Allorquando voi pronunciate la parola ‘io’ ad alta voce, avete notato laddove questa parola suona in voi?””
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Uspiénski spiegò che:
15.3.6.1 “Noi subito non capimmo che cosa lui intendesse.
15.3.6.2 Sennonché noi prestissimo incominciammo a notare che, allorquando stavamo pronunciando la parola ‘io’, taluni di noi sentivano decisamente come se quella parola suonasse nella testa, talaltri la sentivano nel petto e altri sopra la testa: fuori dal corpo.
15.3.6.3 Devo dire qui che personalmente io ero assolutamente incapace di evocare tale sensazione in me stesso e che io dovevo fare affidamento sugli altri.
15.3.6.4 Gurdjìeff ascoltò tutte queste osservazioni e disse che c’era un Esercizio, collegato a ciò, che — a suo parere — era stato conservato fino ai nostri giorni nei monasteri del Monte Athos.
15.3.6.5 Un monaco s’inginocchia o sta in piedi in una certa posizione e, sollevando le proprie braccia, che sono piegate ai gomiti, costui dice: ‘Ego’ ad alta voce e lo prolunga mentre ascolta contemporaneamente laddove la parola ‘Ego’ risona.
15.3.6.6 Il proposito di questo Esercizio è di sentire ‘IO’ ogni momento in cui un uomo o una donna si pensa e di apportare ‘IO’ da un Centro all’altro.”

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Uspiénski scrisse:
15.3.7 Gurdjìeff molte volte richiamò l’attenzione sulla necessità di studiare non solo questa ‘Tecnica’ dimenticata, ma anche l’impossibilità di ottenere risultati di qualunque genere sulla via della Religione senza di essa: eccetto risultati puramente soggettivi.”
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Gurdjìeff disse:
15.3.8.1 “Voi dovete comprendere che ogni Religione Vera, ovverosia, una che fu creata da Individui Sapienti per uno Scopo definito, consiste di due parti.
15.3.8.2 Una parte insegna ‘che cosa dev’essere fatto’.
15.3.8.3 Questa parte diventa conoscenza comune e nel corso del tempo è distorta e si allontana dall’Originale.
15.3.8.4 L’altra parte insegna ‘come fare ciò la prima parte insegna’.
15.3.8.5 Questa parte è preservata in segreto nelle Scuole Speciali e col suo aiuto è sempre possibile correggere ciò che è stato distorto nella prima parte o ripristinare ciò che era stato dimenticato.”
      
15.3.9 “Senza questa seconda parte non può esserci nessuna Conoscenza della Religione o comunque tale Conoscenza sarebbe incompleta e molto soggettiva.”
      
15.3.10 “Questa parte segreta esiste nella Religione Cristiana, così come anche in altre religioni, e insegna come adempiere i Precetti di Cristo e che cosa questi significano veramente.”

      

Rènnas del Castèl • Croix Cathare • Guida Specchiata
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versione gennaio 2020
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a cura di:
Ugo Aryaman Tendi (Guida Specchiata)
per SèiRìoSòl — Scuola di Quarta Via
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